mercoledì 2 marzo 2016

RICORSO IN OPPOSIZIONE A ORDINANZA DI REVOCA DELLA PATENTE

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI _____
Ricorso in opposizione opposizione ad ordinanza prefettizia
Avverso la Ordinanza della UTG-Prefettura di _____n. _____ / _____ del_____, notificata in data _____.
proposto dalla:
Sig.ra _____, residente in Roma alla Via _____ n. 48 (Codice Fiscale n. _____), rappresentata e difesa dall’Avv._____ (Codice Fiscale n. _____ che la rappresenta e difende e che dichiara di voler ricevere eventuali comunicazioni e notificazioni in corso di causa al fax _____ o all’indirizzo PEC: _____, giusta procura in calce al presente atto;
Contro
UTG – Prefettura di _____, in persona del Prefetto pro tempore;
per l’annullamento, previa sospensione,
della predetta odinanza prefettizia ed al relativo provvedimento di revoca della patente di guida n. _____ a seguito di violazione dell'art. 218 co. 6 C.d.S. di cui si chiede l’annullamento, previa sospensione ex art. 47 del d.lgs. 546/1992, in quanto assolutamente illegittima per i seguenti
MOTIVI:
1. NULLITA’ DELL’ORDINANZA IN QUANTO AFFETTA DA VIZI FORMALI
L'opponente deduce la nullità dell'ordinanza siccome affetta da vizi formali.
Più in particolare l'opponente sostiene che l'impugnata ordinanza di revoca della sua patente di guida è nulla per difetto di motivazione e perché risulta sottoscritta dal vice Prefetto, soggetto non legittimato stante il potere esclusivo del Prefetto al riguardo. L’opposizione deve quindi trovare accoglimento in quanto fondata.
Secondo l'orientamento costante della giurisprudenza di legittimità, che si condivide, i provvedimenti in materia di violazioni del codice della strada possono essere sottoscritti da un funzionario diverso rispetto al "Prefetto",
in quanto tale, ma l'atto stesso deve riportare necessariamente l’indicazione
dell'ulteriore provvedimento che legittimi la sostituzione, affinché il medesimo possa essele legalmente imputato aI "Prefetto", pena l'assoluta illegittimità, nullità ed inefficacia dello stesso (Cass. Civ. Sez. II^ n. 4861/07). In particolare, per emettere iI provvedimento sanzionatorio, aI vice prefetto vicario non occorre espressa delega (Cass. 464/76, 1522/74), a nulla rilevando la mancanza della espressa menzione delle ragioni di assenza o impedimento del prefetto, perché questo può, di diritto, essere sostituito dal vicario in tutte le sue funzioni e attribuzioni (Cass. 2085/05); invece, per altri funzionari o vice prefetri vi è I'esigenza di espressa delega scritta (Cass. 9441/01) in quanto anche il vice prefetto, pur essendo un aiuto funzionario dell'U.T.G., non può emettere atti che consistano in manifestazioni di volontà proprie dell'Organo (Prefetto), salvo che non sia investito di una delega espressa a formularle (Cass. Penale 3031/87). Nella specie, si osserva che l'ordinanza di revoca della patente sottoscritta dal Vice Prefetto (v. timbro apposto in corrispondenza della firma) non contiene riferimenti alla delega rilasciata dal Prefetto. In questa sede, a fronte della contestazione dell’oppopente, ed in mancanza di idonea produzione documentale a carico di controparte (i.e. atto di conferimento di delega sottoscritto dal Prefetto antecedente, in forza del quale il Vice Prefetto avrebbe successivamente emesso l'ordinanza), deve pertanto ritenersi che il Vice Prefetto difettava del relativo potere a provvedere, in quanto sprovvisto di formale delega  espressa da parte del Prefetto, autorità precipuamente legittimata ex lege (art. 219, comma 2 del Codice della Strada). Ne deriva l’illegittimità e I'annullamento dell'ordinanza in oggetto.
2. NULLITÀ DELL'ORDINANZA PER MANCANZA DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI E DEI PRESUPPOSTI PER VIOLAZIONE DEI TERMINI.
Si eccepisce innanzitutto la la tardività della notifica del provvedimento impugnato in violazione del principio di proporzionalità, efficacia e efficienza della P.A. e del rispetto del termine di gg. 90 (art. 2 L. 241/90). Invero il provvedimento veniva notificato a distanza di ben un anno (art. 218 co.2 C.d.S.) dalla presunta violazione contestata.
Inoltre, l'ordinanza di sospensione della patente emanata dal Prefetto, a seguito della violazione del Codice della Strada, deve essere notificata immediatamente all'interessato.
Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 16714 del 7 novembre 2003, precisando che in base alla regola posta nell'art. 218 c.d.s., comma 2, l'ordinanza di sospensione del Prefetto deve esser notificata non oltre il termine massimo complessivo di venti giorni dal ritiro della patente e comunque "immediatamente" dopo l'adozione del provvedimento prefettizio, ossia al massimo il giorno dopo.
Provvedimento di revoca della patente emesso in violazione all’iter di cui all’art. 219, co. 2 C.d.S. in quanto la revoca della patente costituisce sanzione accessoria l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione [...]. Questi, previo accertamento delle condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di Polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (art. 219, co. 2, C.d.S.).
Non può essere considerato definitivo, pertanto è soggetto ad opposizione, il provvedimento di revoca della patente emesso in violazione delle regole procedimentali stabilite dal codice della strada il provvedimento di ritiro della patente emesso in violazione dell’iter di cui all’art. 218, co. 2, C.d.S. L’organo che ha ritirato la patente di guida la invia unitamente a copia del verbale, entro cinque giorni dal ritiro, alla prefettura del luogo della commessa violazione. [...] Il Prefetto [...] emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo al quale si estende la sospensione della stessa. [...] L’ordinanza [...] è notificata immediatamente all’interessato e [...] comunicata all’anagrafe degli abilitati alla guida. art. 218, co. 2, C.d.S.). È quindi motivo di opposizione l’emanazione del provvedimento di ritiro della patente emesso dal Prefetto in violazione dei criteri di cui all’art. 218, co. 2, C.d.S. In questo caso la sanzione diventa inefficace, di conseguenza tutto il procedimento di contestazione dell’infrazione e la comminazione della relativa sanzione diventano nulli.
Come al riguardo ha avuto modo di ribarire il Giudice di Pace di Bari, Dott. Loreto Domenico De Stefano in un caso del tutto analogo a quello di specie (con sentenza del 01/02/2013 in copia allegata), “vertendosi sul corretto esercizio della potestà impositiva da parte della P.A. e quindi sulla verifica dei presupposti per la emissione della impugnata ordinanza alla citata infrazione al C.d.S., va dichiarata la competenza del Giudice di Pace adito. Nel merito va detto che l'onere della P.A. di suffragare la propria pretesa sanzionatoria non è stato assolto, in considerazione dell'inerzia processuale e soprattutto per il mancato deposito della documentazione richiesta da parte della richiamata Prefettura-U.T.G. Invero l'eccepita nullità dell'ordinanza per mancanza degli elementi essenziali e dei presupposti per violazione dei termini è fondata, unitamente all'eccezione sollevata per mancata adeguata motivazione, così come sollevata dal ricorrente per l'ampio tempo trascorso sino all'emissione del provvedimento del Prefetto. Assorbente risulta tale eccezione di nullità del procedimento per tardività a causa della carenza di documentazione. Tali eccezioni preliminari ed assorbenti consentono di ritenere il procedimento amministrativo viziato da illegittimità per violazione dell'art. 2 L. 241/90, ritenendosi l'ordinanza impugnata tardiva e carente dei presupposti previsto dalla legge a pena di nullità. Di conseguenza le doglianze proposte in ricorso risultano fondate ed accoglibili con conseguente annullamento dell’impugnata ordinanza, con le conseguenze di legge. Le spese del procedimento, ai sensi dell'art. 91 u.co così come novellato, seguono la parziale soccombenza della P.A. e dal Giudicante vengono ex actis liquidate come da separato dispositivo”.
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Tutto ciò premesso, la ricorrente, ut supra rappresentata, difesa e domiciliata e salvo meglio eccepire e controdedurre anche in relazione a nuove eccezioni della controparte, allo stato rassegna le seguenti:
Conclusioni
“Piaccia all’Ecc.mo Sig. Giudice di Pace adito, previi gli incombenti di legge, e previa sospensione del provvedimento impugnato, contrariis reiectis, accertati i fatti così come sopra esposti
1. In via principale, dichiarare la nullità della ordinanza prefettizia in questione in quanto non motivata, per le causali tutte in narrativa, e comunque viziato per eccessività della sanzione;
2. In via subordinata, nella malaugurata ipotesi in cui codesto Ill.mo Giudicante ritenga di confermare il provvedimento impugnato, permettere al ricorrente di frequentare apposito corso per riavere la patente.
Con vittoria delle spese di lite da distrarsi in favore del sottoscritto avvocato distrattario”.
Ai sensi dell’art. 14, D.P.R. 30 maggio 2000, n. 115, si dichiara che la presente controversia è soggetta a contributo unificato di Euro 37,00”.
Si producono i seguenti documenti:
1)       Originale Provvedimento impugnato.
2) Copia pronuncie giurisprudenziali.
Roma, li _____
            Avv. _____