venerdì 29 gennaio 2016

Avvocati della controparte vittoriosa - Ritenuta d'acconto e obbligo di fatturazione.

Ministero delle finanze - Dipartimento delle entrate - Circolare n. 203/E del 6/12/94.
OGGETTO: Avvocati della controparte vittoriosa - Ritenuta d'acconto e obbligo di fatturazione.
È stato sottoposto all’attenzione di questo Ministero il problema concernente il trattamento, agli effetti dell’IRPEF e dell’IVA, degli onorari e delle spese corrisposti, da parte dei soccombenti nel giudizio, agli avvocati nominati, con la relativa sentenza, distrattari della controparte vittoriosa.
Al riguardo lo scrivente fa presente che, nella soggetta materia, con precedente nota n. 8/1619 dell’8 novembre 1991 ha avuto modo di precisare che l’art. 25 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, in ossequio alla direttiva di estensione del sistema della ritenuta alla fonte, sancita dalla relativa legge delega, ha inteso ampliare l’area di applicazione della ritenuta stessa fino a comprendervi anche le remunerazioni di compensi per prestazioni professionali rese, al di fuori del sinallagma commissione/prestazione, a favore di un committente non esecutore del pagamento.
In altri termini, per effetto della citata norma, lo status di sostituto d’imposta è attribuito a chiunque corrisponda compensi per prestazioni professionali, anche se queste ultime sono state rese nell’interesse di terzi ed anche se l’adempimento del pagamento è disposto in modo coattivo in base a sentenza di condanna.
L’orientamento testè citato è stato pienamente condiviso dall’Avvocatura Generale dello Stato con il parere n. 4332/92 del 5 ottobre 1992.
Peraltro, alla contraria pronuncia della quarta sezione del Consiglio di Stato, n. 570 dell’1 agosto 1992, emessa in seguito ad un giudizio di ottemperanza, a parere dell’Avvocatura dello Stato "non può attribuirsi valore neppure indicativo di precedente giurisprudenziale, sia perchè non porta nuove argomentazioni nella discussione, idonee a confutare il contrario motivato avviso, limitandosi ad affermazioni apodittiche, sia perchè espressamente si richiama, evidentemente coinvolta nell’errore commesso dalla parte istante, ad una pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione (sentenza n. 3544/ 82 del 12 giugno 1982) che non si pone in rapporto di conferenza con la questione in esame, e sia
perchè per nulla prende in sede di obiter dictum, la questione interpretativa dell’art. 25 del D.P.R. n.600/73".