mercoledì 2 settembre 2015

RICORSO AVVERSO VERBALE DI AUTOVELOX (Scout Speed)




UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ________

RICORSO

avverso il verbale n.________ del 08/07/2015 del Comune di ________;
proposto dalla parte ricorrente:
Sig.ra ________, nata a ________ il ________, C.F. ________, residente in Roma in ________, rappresentata e difesa dall’Avv. ________(Codice Fiscale n. ________) che si dichiara distrattario, ed intende ricevere eventuali comunicazioni all’indirizzo PEC ________ o al numero di Fax ________, ed elettivamente domiciliata presso lo studio di quest’ultimo in Roma, ________ n. ________ giusta delega a margine del presente atto;
Contro
- Comune di ________;
PREMESSO CHE
1. in data ________ veniva notificato al ricorrente verbale relativo ad un preteso accetamento di violazione del Codice della Strada avvenuto il giorno ________. In base alla lettera del predetto verbale, in particolare, il conducente del veicolo Tg. ________ in T________ avrebbe violato l’art. 142, comma 8 del codice della strada con decurtazione di punti 3 dalla patente.
2. il predetto verbale risulta essere illegittimo ed infondato per i seguenti motivi di
DIRITTO
1. INESISTENZA O INADEGUATA SEGNALETICA
Innanzitutto, dell’istallazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità deve essere data informazione agli automobilisti mediante cartello stradale, ciò è che è stato da sempre stabilito dal Supremo Collgio (si veda ex multis la sentenza della Corte di Cassazione n. 12833 del 31 Maggio 2007).
Nel caso di specie però non risulta essere stato presente il predetto cartello stradale, con conseguente nullità del verbale oggi impugnato.
Le violazioni sono state rilevate con un'autovelox Scout Speed e detti apparati non erano posizionato in conformità della legge 120/2010 art 25 comma 2 (ovvero, erano posti a meno della presrizione di legge), ovvero a meno di 1  Km da una intersezione stradale o dal segnale ripetitore del limite di velocità, posto subito dopo l'intersezione.
Vengono nel caso di specie violati il Codice della strada [art. 201 Cod. str., una normativa specifica [art. 3 della legge n. 241/1990], e la Costituzione [artt. 24 e 27 Cost.].
2. NULLITA’ DEL VERBALE AI SENSI DELL’ART. 201 DEL CODICE DELLA STRADA
Va infine osservato che, a norma dell’art. 201 del Codice della Strada e 385 del regolamento d’attuazione, l’organo accertatore deve indicare nel verbale, contestualmente al momento dell’accertamento della violazione, insieme agli elementi di tempo, di luogo e di fatto che ha potuto acquisire, anche i motivi che non hanno consentito la contestazione immediata.
Se ne inferisce che la redazione del verbale contestualmente all’accertamento della violazione e l’indicazione tempestiva dei suddetti motivi rivestono un rilievato essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio.
Orbene, alla luce della documentazione in atti (si veda il verbale di contestazione), deve ritenersi provato che nella circostanza dell’infrazione non fu redatto alcun verbale e che il verbale di contestazione della presunta violazione, nonché la motivazione della mancata contestazione immediata che sono stati invece redatti in data successiva.
Per giustificare la mancata immediata notifica dell’accertamento, nel verbale oggi impugnato viene invocato l’art. 201 (Notificazione delle violazioni), comma 1 bis, lettera e) del Codice della Strada.
Invero, detta norma così recita: “1-bis. Fermo restando quanto indicato dal comma 1, nei seguenti casi la contestazione immediata non è necessaria e agli interessati sono notificati gli estremi della violazione nei termini di cui al comma 1: e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilità che consentono la determinazione dell'illecito in tempo successivo”.
Ora, lo Scout Speed Autovelox è il dispositivo per il rilevamento della velocità istantanea dei veicoli, in uso dalla Polizia Municipale, che quindi ben potrebbe fermare immediatamente il veicolo in questione, proprio perché detta violazione è stata isatantaneamente rilevata.
Il “marchingegno” permette infatti di rilevare la velocità dei veicoli sia con pattuglia in movimento che in stazionamento, documentando le eventuali infrazioni con immagini ad alta risoluzione corredate di tutte le informazioni necessarie alla immediata contestazione della violazione.
E non è finita qua, visto che potrebbe essere tranquillamente configurabile anche il reato di omissione in atti d’ufficio da parte della polizia municipale.
Questo, perché, pur accertando subito la violazione, non viene fermato l’automobilista, che in teoria dopo potrebbe anche investire un pedone.
3. VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA SULLA PRIVACY
Inoltre, le foto frontali, scattate, pertanto, a mezzi che provengono in senso contrario al mezzo dei vigili, sono utilizzabili solo se si fa la contestazione immediata, in quanto la direttiva del Ministero dell’Interno dell’agosto 2009 vieta le riprese frontali in caso di contestazione differita.
Dunque, se l’auto non viene fermata subito e la multa contestata, si viola la privacy.
E se la foto è oscurata? La musica non cambia.
Ciò, perché è probabile che le foto vengano oscurate in un secondo momento, mentre la foto originale era in chiaro. Dunque la privacy è violata, eccome.
4. INDETERMINATEZZA DEL LUOGO ESATTO DEL PRETESO ACCERTAMENTO
A parte i tanti refusi nel verbale oggi impugnato, fatto con il copia-incolla e l’eventuale mancato deposito in udienza della documentazione relativa allo Scout Speed, come si accennava in precedenza, infine, non vi è neanche sicurezza sul luogo del preteso accertamento, posto che non è indicato nel predetto verbale l’esatto chilometro della strada dove sarebbe avvenuta la pretesa infrazione.
Stante l’omessa indicazione del luogo esatto in cui sarebbe avvenuta la presunta infrazione, quindi, vi è una palese violazione del diritto di difesa del cittadino.
Alle luce di tutte le ragioni suesposte il ricorrente, ut supra rappresentato, difeso ed elettivamente domiciliato
PROPONE OPPOSIZIONE
avverso le sopradette cartelle esattoriali, ed a tal fine
RICORRE
a codesto Ill.mo Ufficio del Giudice di Pace, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 204 bis C.d.S., 7 D.Lgs. 150/2011 e 414 c.p.c., affinché, previa fissazione dell’udienza di discussione ex art. 415, comma 2, c.p.c., contenente l’ordine di cui all’art. 7, comma 7, D.Lgs. 150/2011, voglia accogliere le seguenti
CONCLUSIONI
Piaccia all’II.mo Giudice di Pace adito, contrariis reiectis:
1) in via preliminare, disporre ai sensi dell’art. 5, comma 2, ovvero, in subordine, comma 1, D. Lgs. n. 150/2011 l’immediata sospensione dell’efficacia esecutiva  del verbale impugnato;
2) Nel merito, in via principale, dichiarare l’illegittimità e la conseguente nullità e/o invalidità del suddetto verbale, per tutti i motivi suesposti.
Con vittoria delle spese di lite, competenze, onorari della presente procedura, forfait spese generali al 15,00%, IVA e CPA come per legge, da liquidarsi in favore dello scrivente procuratore che se ne dichiara antistatario.
In via istruttoria, oltre a n. 4 copie del presente ricorso, si deposita come documento:
-          originale del provvedimento impugnato;
Salva e riservata ogni più ampia prerogativa ai sensi dell’art. 320 c.p.c.
Ai fini della normativa sul contributo unificato, si dichiara che la presente controversia è assoggettata a contributo unificato pari ad Euro 43,00.
Roma, li 02/09/2015                                                                 
Avv. ________