mercoledì 10 settembre 2014

Italia Startup Visa è operativo, una chance per le società innovative dei paesi extra-UE (contributo inviato dall'Avv. Luigi De Valeri)

Le startup che approderanno nel nostro Paese potranno godere di benefici fiscali e finanziari, ma dovranno essere società a responsabilità limitata, domiciliarsi e porre la propria sede nel nostro territorio


Le startup societarie extra UE potranno godere di una serie di agevolazioni dopo aver acquisito il nuovo Visto Italia dedicato alle startup presentato a Roma dal Ministro Guidi, titolare del dicastero dello Sviluppo Economico.

Secondo il Ministro, la procedura individuata per il rilascio del visto dovrà essere snella e semplice, nel rispetto delle norme esistenti e si baserà «sulla valutazione della validità delle iniziative startup da parte di un Comitato tecnico istituito presso il Ministero dell’Industria e lo Sviluppo Economico» che prende in considerazione anche «i servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati di imprese startup, che ospitano e sostengono le idee imprenditoriali stimate ad alto potenziale di ritorno economico».


Si tratta di un importante passaggio del processo iniziato con la Legge 221 del 2012 che definisce e regolamenta all’art. 25.2 le caratteristiche per le startup la cui attività deve basarsi sull’innovazione tecnologica.


Le startup che approderanno in Italia potranno godere di benefici fiscali e finanziari, ma dovranno essere società a responsabilità limitata, domiciliarsi e porre la propria sede nel nostro territorio.


La complessa procedura per ottenere il Visto prevede due possibilità: la richiesta diretta o mediante un Incubatore certificato, è on line il sito dedicato www.italiastartupvisa.mise.gov.it.


Un Comitato tecnico, istituito presso il Ministero di via Veneto a Roma, esaminerà le domande e la documentazione richiesta verificando la veridicità della documentazione attestante la disponibilità di risorse finanziarie pari ad almeno 50.000 euro. 
I candidati dovranno inoltre documentare la disponibilità di un alloggio in Italia e dimostrare di avere maturato profitti nell’anno finanziario precedente superiori ad euro 8.400 nella nazione d’origine.


Nel caso in cui la valutazione della richiesta abbia esito positivo, il Comitato acquisirà in via telematica a nome del richiedente il Nulla Osta provvisorio ai fini dell'ingresso emesso dalla Questura territorialmente competente per il luogo in cui la startup intende esercitare l’attività.


Ottenuto il Nulla Osta provvisorio il Comitato rilascerà in via telematica il Nulla Osta al richiedente informandone i referenti del programma “Italia Startup Visa” individuati dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché alla rappresentanza diplomatico‐consolare competente secondo lo Stato del richiedente.


La Rappresentanza diplomatico‐consolare riceve la richiesta di visto, effettua i controlli di competenza del Ministero degli Affari Esteri e degli Uffici Consolari all’estero e rilascia un visto di lavoro autonomo startup, informandone il Comitato tecnico.
Il richiedente è tenuto entro otto giorni dall’ingresso in Italia a presentare una richiesta formale di permesso di soggiorno alla Questura competente territorialmente.