mercoledì 6 novembre 2013

NOTE AUTORIZZATE GIUDICE DI PACE (SANZIONI AMMINISTRATIVE)


UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI  ________
Sez ________, Giudice Dr. ________, R.G. ________, Ud. ________
Note autorizzate
Per ________, rappresentata e difesa dall’Avv. ________;   
- parte attrice -
Contro
________ (Avv. ________);                                           - parte convenuta -
________  (Funzionario delegato  ________);                       - parte convenuta -
________;                                                          - parte convenuta contumace -
________;                                                     - parte convenuta contumace -
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Alla trascorsa udienza del  ________, l’Ill.mo Sig. Giudice adito assegnava alle parti termine per note, rinviando la causa al  ________, per conclusione e per il deposito delle stesse.
Nel rispetto del predetto termine questa difesa intende svolgere alcune brevi puntualizzazioni.
1. SULLA IMPUGNABILITA’ DELL’ESTRATTO DI RUOLO
In via preliminare, codesta difesa intende sostenere l'ammissibilità dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo de quo.
Infatti, sebbene l'estratto di ruolo non possa essere oggetto di autonoma impugnazione e debba essere impugnato unitamente all'atto impositivo che viene notificato di regola con la cartella, nel caso di specie il ricorso viene proposto anche in virtù dell'illegittimità delle cartelle esattoriali che nell'estratto di ruolo vengono indicate come notificate – e che invece tali non sono state - di talché appare di tutta evidenza che nessun ostacolo può frapporsi al ricorso avverso le cartelle esattoriali menzionate nel ruolo.
Infatti, la cartella esattoriale è sicuramente un atto impugnabile.
In merito a ciò, è intervenuta una recente sentenza della nona sezione della CTP di Bari, la n. 27/09/2013.
Tale statuizione è particolarmente significativa perché, resa successivamente alla pronuncia n. 6610/2013 della Corte di Cassazione e perché rimette in discussione l’impugnabilità degli estratti di ruolo, confermando il precedente orientamento della Suprema Corte (sentenze n. 15946/2010 e 724/2010), ritenendo l’estratto di ruolo atto autonomamente impugnabile.
L’inidoneità dell’estratto di ruolo a provare il contenuto della cartella di pagamento, confermata dalla Commissione Provinciale di Bari, è un principio già espresso dalla Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 16929 del 4 ottobre 2012.
In particolare, nella richiamata pronuncia la Prima Sezione della Corte di Cassazione sancisce che l’estratto di ruolo non prova la notifica della cartella per due ordini di motivi:
a) poiché l’estratto, in quanto tale, è meramente riproduttivo di una o più parti della cartella, eliminate a discrezione della parte attestatrice, che però se ne vuole avvalere in giudizio.
b) poiché l’estratto è dichiarato conforme dallo stesso concessionario il quale non ha potestà di autenticazione di atti dallo stesso formati.
Correttamente, quindi, la Suprema Corte preclude all’estratto di ruolo la forza probatoria in punto di notifica della più ampia cartella.
Conseguentemente, se il Concessionario della riscossione intende provare la notifica della cartella di pagamento, come confermato dalla CTP barese, deve produrre la copia completa della cartella di pagamento.
Circa l'impugnabilità autonoma dell'estratto di ruolo in caso di mancata notifica della relativa cartella appare opportuno segnalare anche il pronunciamento della CTP di Caserta, reso con sentenza n. 369/2013.
Invero, l'art. 19 D. Lgs. 546/92 (atti impugnabili ed oggetto del ricorso) prevede espressamente l'impugnazione sia della cartella che del ruolo.
Tuttavia, va considerato che tali atti non devono ritenersi un elenco tassativo e di stretta interpretazione nominalistica in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (art. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento della p.a. (art. 97 Cost.), che in conseguenza dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato con L. 28 dicembre 2001, n. 448 (Cass. n. 10672/2009 e Cass. S.U. n. 11087/10).
Peraltro, non va sottaciuto che parte istante ha sempre la facoltà di impugnare un atto avente natura impositiva, al fine di evitarne il suo divenire definitivo, laddove esso porti, comunque, a conoscenza della medesima parte istante una ben individuata pretesa tributaria (Cassazione n. 17202/2009).
In altre parole, basta la ricezione della semplice notizia dell'esistenza di una pretesa tributaria per far sorgere in capo al contribuente un interesse ad agire ex articolo 100 c.p.c. tendente a chiarire, con pronuncia idonea ad acquisire effetti non più modificabili, la sua posizione in ordine alla stessa e, quindi, ad invocare una tutela giurisdizionale, comunque, di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva e/o dei connessi accessori vantati dall’ente pubblico (si veda Cass. sent. n.  21045/2007 e 27385/2008, nonché l'ord. n. 15946/10).
2. MANCATA NOTIFICA DEI VERBALI ORIGINARI ED ESTINZIONE DELLE PRETESE SANZIONI PER PRESCRIZIONE
Si ribadisce nel merito che le cartelle esattoriali opposte sono prive di una qualsivoglia efficacia per sopravvenuta estinzione della presunte violazioni ascritte alla parte attrice e per la conseguente prescrizione del credito con le stesse cartelle azionato.
La mancata notifica alla Sig.ra ________ dei verbali sottostanti alle cartelle, costituisce, infatti, violazione delle norme del D.lgs. 30.04.1992 n. 285.
A norma dell’art. 201, comma 1, c.d.s., infatti, nel caso in cui la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, recante gli estremi precisi e dettagliati della violazione stessa, deve essere notificato al trasgressore nel termine perentorio di gg. 150 (ora 90).
Spirato tale termine infruttuosamente, l’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue avverso il soggetto cui la notifica non sia stata eseguita.
Il dettato del comma 5 dell’art. 201 c.d.s. non lascia adito a diverse interpretazioni: “L’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione pecuniaria, si estingue nei confronti  del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto”.
Pertanto, in assenza della notifica dei predetti verbali di contestazione, a norma dell’art. 201 c.d.s. si deve considerare prescritto non solo il diritto a procedere ad esecuzione forzata ma, finanche, quello ad iscrivere al ruolo le presunte commesse violazioni.
In merito, la difesa dell' ________. ribadisce la carenza di legittimazione passiva, essendo tale attività di esclusiva competenza dell'Ente Impositore. ________, a sua volta, dopo aver sostenuto la carenza di legittimazione passiva rispetto ai provvedimenti oggetto di impugnazione, nulla menziona riguardo la notifica dei verbali sottesi alle cartelle esattoriali in esame, né provvede a depositare copia conforme all’originale dei documenti accertanti la presunta notifica degli stessi.
Dell'asserita avvenuta notifica di tali verbali, contestata da codesta difesa, nessuno ha in buona sostanza provveduto a fornire prova, con la conseguenza che la stessa deve considerarsi inesistente.
Quanto ai suddetti verbali si eccepisce nel dettaglio quanto segue.
Innanzitutto occorre considerare come i comuni di  ________  e  ________ non si siano costituiti nel presente giudizio, per cui si chiede vengano dichiarati contumaci, con la conseguenza che le cartelle relative ai verbali asseritamente elevati da detti comuni devono comunque essere dichiarate inefficaci/nulle/annullate, con conseguente “sgravio” dei corrispondenti ruoli esattoriali. 
Quanto invece a  ________ occorre considerare che i verbali depositati non risultano in alcun modo collegati a nessuna delle cartelle di cui ai ruoli esattoriali impugnati, in quanto copia integrale delle medesime cartelle non è stata versata in atti. Inoltre, tutti i verbali sarebbero stati recapitati non al destinatario ma ad altro soggetto (di cui peraltro non è stata indicata l’identità) e segnatamente al portiere.
3. MANCATA REGOLARE NOTIFICA DELLE CARTELLE ESATTORIALI
Occorre inoltre considerare che le cartelle esattoriali, sottese ai ruoli impugnati, non sono state, regolarmente notificate alla parte attrice, né sono state allegate alle singole cartelle di pagamento i verbali di preteso accertamento sottostanti.
Controparte postula nella propria comparsa di costituzione e risposta la tempestiva notifica delle cartelle azionate ed ha depositato la relativa documentazione, sulla quale gradiremmo presentare alcune precisazioni a riprova di quanto da noi sostenuto.
Innanzitutto si evidenzia come la difesa avversaria si sia preoccupata di depositare solo le fotocopie degli avvisi di ricevimento delle raccomandate a./r. con cui si asserisce siano state notificate le suddette cartelle esattoriali. Non è stato dunque prodotto alcun originale né delle raccomandate a./r. né delle cartelle medesime (che lo si vuol ribadire ancora una volta, non sono state allegate neanche in copia al provvedimento impugnato). In altri termini, sono state depositate solo fotocopie delle relazioni di notifica, senza la parte relativa alla vera e propria contestazione della pretesa violazione che l’odierna parte ricorrente avrebbe commesso, con conseguente impossibilità di provare il collegamento tra le singole cartelle impugnate, coi relativi verbali.
Quanto alle suddette copie si eccepisce nel dettaglio quanto segue.
Tutte le notifiche versate in atti da controparte sono avvenute per mezzo di consegna di copia dell'atto al portiere, per cui stante la assoluta assenza dell’esperimento delle formalità  di cui all’art. 139 c.p.c. si incorre in queste ipotesi in notifiche nulle!
Va, infatti, ribadito che a norma dell’art. 139 c.p.c. è assolutamente nulla la notificazione effettuata mediante consegna di copia dell’atto al portiere dello stabile del destinatario qualora l’ufficiale giudiziario si limiti a dare atto della precaria assenza dell’intimato senza certificare l’avvenuta ricerca delle ulteriori persone abilitate a ricevere l’atto in assenza del ricorrente.
Sul punto ricordiamo a noi stessi la statuizione di Cass. Civ., Sez. III, 20 Marzo 2006, n. 6101, secondo cui: “in caso di notifica nella mani del portiere, l’ufficiale giudiziario non deve dare solo atto dell’inutile tentativo di consegna a mani proprie per l’assenza del destinatario e delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente adibite a ricevere l’atto, ma deve anche attestare chiaramente, pur senza fare uso necessariamente di formule sacramentali, l’assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal comma 2 dell’art. 139 c.p.c. E’ pertanto nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell’ufficiale giudiziario non contenga l’attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata” (Si veda, ex multis, anche Cass. Civ., Sez. I, 15 Marzo 2007, n. 6021).
Anche nei casi oggetto del presente giudicato si può quindi riscontrare la prassi costante di consegnare gli accertamenti direttamente al portiere, senza neppure verificare la presenza in casa dei destinatari o dei loro vicini, sottoscrivendo all’uopo un vero e proprio verbale di vane ricerche. 
Inoltre, la giurisprudenza di legittimità afferma che l'omessa spedizione della raccomandata prescritta dal quarto comma dell'art. 139 c.p.c., costituisce un vizio dell'attività dell'ufficiale giudiziario che determina, fatti salvi gli effetti della consegna dell'atto dal notificante all'ufficiale giudiziario medesimo, la nullità della notificazione nei confronti del destinatario (Cass. civ., 30 giugno 2008, n. 17915).
I giudice della Cassazione (ex multis Cassazione civile , sez. II, sentenza 12.04.2011 n° 8284) ritengono al riguardo nulla la notificazione eseguita al portiere dello stabile, non seguita dalla spedizione della raccomandata al destinatario originario dell'atto, e non accompagnata dall'attestazione dell'avvenuta ricerca degli altri soggetti abilitati. Con la sentenza su riportata, in particolare, la Cassazione afferma a chiare lettere che, in tema di notifiche ex art. 139 del codice di rito, laddove la notifica sia effettuata a mani del portiere, si considera la successiva raccomandata informativa prevista dalla legge, quale elemento costitutivo e perfezionativo del procedimento notificatorio e non una semplice irregolarità della notifica (cfr., Cass., Sez. un., 30 maggio 2005, n. 11332; Cass. civ., 30 giugno 2008, n. 17915). E’ pertanto da considerarsi nulla la notifica in assenza dell’attestazione dell’avvenuta ricerca della altre persone abilitate a riceverla secondo l’ordine preferenziale stabilito dalla norma e in assenza altresì della prescritta spedizione della raccomandata informativa.
Infine, va rilevato che la relata di asserita notifica (anch’essa al portiere) della cartella n. ________  versata in atti da controparte non risulta impugnata in questo giudizio.
5. ECCEZIONE DI PRESCRIZIONE
 Ad ogni buon conto, anche a voler ammettere per mera ipotesi dialettica che le cartelle de quibus siano state regolarmente notificate, occorre comunque considerare  che i relativi ruoli debbono comunque essere dichiarati nulli per il decorso dei cinque anni prescritti dalla legge.
Per le sanzioni amministrative, prime fra tutte quelle previste dal Codice della strada, il termine di prescrizione è infatti di cinque anni dalla data dell’infrazione (art. 28 della Legge n. 689/81: “Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione“).
Quindi, anche ad ammettere, per mera ipotesi dialettica, la corretta notifica dei verbali di accertamento (che necessariamente precedono le cartelle), la quale interrompe il termine facendolo ripartire ex novo (ed anche a voler ammettere per analoga ipotesi dialettica la corretta notifica delle cartelle medesime), i ruoli esattoriali qui in discussione sono in ogni caso inefficaci, da dichiarare nulli o comunque da annullare.
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Per tutto quanto sopra esposto appare dunque lecito dedurre in questa sede motivi relativi ai vizi inficianti gli atti prodromici ai ruoli qui in discussione ed alla ipoteca impugnata, della quale in questa sede si richiede la cancellazione.
Si insiste pertanto nelle già precisate conclusioni, con la vittoria delle spese di lite.
Roma, li  ________
 Avv. ________