venerdì 25 ottobre 2013

SULLA IMPUGNABILITA' DELL'ESTRATTO DI RUOLO

In via preliminare, codesta difesa intende sostenere l'ammissibilità dell'impugnabilità dell'estratto di ruolo de quo.
Infatti, sebbene l'estratto di ruolo non possa essere oggetto di autonoma impugnazione e debba essere impugnato unitamente all'atto impositivo che viene notificato di regola con la cartella, nel caso di specie il ricorso viene proposto anche in virtù dell'illegittimità delle cartelle esattoriali che nell'estratto di ruolo vengono indicate come notificate, di talché appare di tutta evidenza che nessun ostacolo può frapporsi al ricorso avverso le cartelle esattoriali menzionate nel ruolo.
Infatti, la cartella esattoriale è sicuramente un atto impugnabile.
In merito a ciò, è intervenuta una recente sentenza della nona sezione della CTP di Bari, la n. 27/09/2013.
Tale statuizione è particolarmente significativa perché, resa successivamente alla pronuncia n. 6610/2013 della Corte di Cassazione e perché rimette in discussione l’impugnabilità degli estratti di ruolo, confermando il precedente orientamento della Suprema Corte (sentenze n. 15946/2010 e 724/2010), ritenendo l’estratto di ruolo atto autonomamente impugnabile.
L’inidoneità dell’estratto di ruolo a provare il contenuto della cartella di pagamento, confermata dalla Commissione Provinciale di Bari, è un principio già espresso dalla Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 16929 del 4 ottobre 2012.
In particolare, nella richiamata pronuncia la Prima Sezione della Corte di Cassazione sancisce che l’estratto di ruolo non prova la notifica della cartella per due ordini di motivi:
a) poiché l’estratto, in quanto tale, è meramente riproduttivo di una o più parti della cartella, eliminate a discrezione della parte attestatrice, che però se ne vuole avvalere in giudizio.
b) poiché l’estratto è dichiarato conforme dallo stesso concessionario il quale non ha potestà di autenticazione di atti dallo stesso formati.
Correttamente, quindi, la Suprema Corte preclude all’estratto di ruolo la forza probatoria in punto di notifica della più ampia cartella.
Conseguentemente, se il Concessionario della riscossione intende provare la notifica della cartella di pagamento, come confermato dalla CTP barese, deve produrre la copia completa della cartella di pagamento.
Circa l'impugnabilità autonoma dell'estratto di ruolo in caso di mancata notifica della relativa cartella appare opportuno segnalare anche il pronunciamento della CTP di Caserta, reso con sentenza n. 369/2013.
Invero, l'art. 19 D. Lgs. 546/92 (atti impugnabili ed oggetto del ricorso) prevede espressamente l'impugnazione sia della cartella che del ruolo.

Tuttavia, va considerato che tali atti non devono ritenersi un elenco tassativo e di stretta interpretazione nominalistica in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (art. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento della p.a. (art. 97 Cost.), che in conseguenza dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato con L. 28 dicembre 2001, n. 448 ( Cass. n. 10672/2009 e Cass. S.U. n. 11087/10).

Peraltro, non va sottaciuto che il contribuente ha sempre la facoltà di impugnare un atto avente natura impositiva, al fine di evitarne il suo divenire definitivo, laddove esso porti, comunque, a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria (Cassazione n. 17202/2009).

In altre parole, basta la ricezione della semplice notizia dell'esistenza di una pretesa tributaria per far sorgere in capo al contribuente un interesse ad agire ex articolo 100 c.p.c. tendente a chiarire, con pronuncia idonea ad acquisire effetti non più modificabili, la sua posizione in ordine alla stessa e, quindi, ad invocare una tutela giurisdizionale, comunque, di controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva e/o dei connessi accessori vantati dall’ente pubblico. (Cass. sent. n.  21045/2007 e 27385/2008, nonchè l'ord. n. 15946/10)