giovedì 6 dicembre 2012

La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento del danno da “perdita di tempo libero” ad un avvocato “costretto ad un superlavoro” per la cronica disorganizzazione degli uffici giudiziari

 
La Corte di Cassazione, sezione 3^ civile, con sentenza n. 21725 del 4 dicembre 2012, si è pronunciata negativamente sul ricorso proposto da un legale avverso il Ministero della giustizia per il riconoscimento dei danni derivati dai continui disservizi degli uffici di cancelleria, da cui era scaturito un eccessivo lavoro per la parte ricorrente.
La Corte di Cassazione, condividendo quanto già sostenuto nei precedenti gradi di giudizio, ha rigettato il ricorso, oltre che sul presupposto che i costi sostenuti dall’avvocato nello svolgimento del mandato possono essere posti a carico del cliente, anche in base al fatto che l’asserito danno derivante dalla perdita del tempo libero, essendo di natura non patrimoniale, non è come tale risarcibile ai sensi ex art. 2059 c.c.