mercoledì 19 dicembre 2012

CORTE COSTITUZIONALE: diversità di notifica dell’atto di accertamento rispetto alla cartella di pagamento

La Corte Costituzionale, con sentenza 19-22 novembre 2012, n. 258, Presidente Quaranta, Relatore Gallo, ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento "Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile ... si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600", anzichè "nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario ... si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600".
Secondo il suddetto insegnamento della Cassazione, nella medesima ipotesi di irreperibilità “relativa” del destinatario ex art. 140 c.p.c., la notificazione si esegue con modalità diverse, a seconda che l’atto da notificare sia un atto di accertamento oppure una cartella di pagamento: nel primo caso, si applicano le modalità previste dall’art. 140 c.p.c.; nel secondo, quelle previste dalla lettera e) del primo comma dell’art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973. Tale peculiarita’ della normativa riguardante la notificazione a soggetto “relativamente” irreperibile comporta che, nella notificazione di un atto di accertamento, l’avvenuto deposito di tale atto nella casa comunale viene comunicato al destinatario sia con l’affissione di un avviso alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda, sia con l’invio di una lettera raccomandata con avviso di ricevimento e, quindi, secondo modalità improntate al criterio dell’effettiva conoscibilità dell’atto. Viceversa, nella notificazione di una cartella di pagamento, l’avvenuto deposito di questa nella casa comunale non viene comunicato al destinatario, nè con l’affissione alla porta, nè con l’invio di una raccomandata informativa. Tale disciplina, con riferimento alla cartella di pagamento, non assicura, dunque, nè la "effettiva conoscenza da parte del contribuente", nè, quale mezzo per raggiungere tale fine, la comunicazione "nel luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale desumibile dalle informazioni in possesso della ... amministrazione" finanziaria; finalità queste fissate dal comma 1 dell’art. 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente).